Oggi parleremo di un disturbo non facile da diagnosticare e di non lieve gravità il Disturbo Ossessivo Compulsivo. Da curiosa vado a leggere e spulcio i casi e la mitica Nosografia del DSM 4. Viene annoverato tra i disturbi ansiosi ma la sua caratteristica va al di la della semplice ansia. Da bravo disturbo di personalità rende il paziente antisociale ovvero con difficoltà nell'integrazione col tessuto sociale circostante, molto concentrato sulla propria realtà patologica. Ma in cosa consiste il disturbo e quanti tipi ce ne sono? Il disturbo consiste in un alterazione di tipo percettivo del se per cui il paziente si convince che le proprie alterazioni percettive siano vere. Ne esistono di vari tipi sessuali, da relazione( la persona si convince di dubitare del proprio orientamento sessuale, nel secondo caso di non amare più il partner),da contaminazione, aggressivi. Sono numerosi ma cosa fa scattare la patologia? Il paziente nella maggior parte dei casi vive in una famiglia disfunzionale in cui di solito gli arrivano restituzioni di tipo negativo (correzioni, rimproveri pesanti o offese) che reiterano nel paziente il senso di colpa. Tale senso di colpa si fissa nella mente del paziente attaccandosi al tema verso cui è più sensibile. Come scatta il meccanismo? Sensazioni alterate, cambiamenti nella vita del paziente per cui nel tentativo di controllare la propria stessa vita il paziente si dichiara colpevole dell'argomento verso cui è sensibile per avere tramite rassicurazioni la certezza assoluta di non poter mai ne avere germi ne essere contaminato ne di essere omosessuale. Nel caso del Doc omosessuale il paziente non ha nulla contro l'omosessualità anzi frequenta senza problemi omosessuali ma è afflitto dal dubbio patologico di esserlo con la variante che la risposta che chiunque gli può dare per lui non sarà mai risolutiva ( troverà inaccettabile l'ipotesi di esserlo ma non crederà a nessun parere terapeutico che negherà possibili tendenze omo). Perchè è un disturbo di seria gravità?
il soggetto presenta episodi paraallucinatori ( la mente produce immagini intrusive)
pensieri fissi di tipo paranoico (domande e sottodomande con la sensazione di essere perseguitato dagli stessi pensieri)
attuazione di comportamenti compulsivi esorcizzanti ( chiedere rassicurazioni sul fatto che non si è colpevoli e controllare in continuazione le proprie reazioni, ricercare ossessivamente prove della non colpevolezza)
Si può guarire? esistono terapie ma quella di elezione è la psicoterapia cognitivo comportamentale
Su cosa dovrà lavorare il terapeuta? Scopo del terapeuta non sarà di dare una risposta ma di favorire l'accettazione del dubbio patologico esorcizzandolo con schemi e strategie di distacco in modo che controllandolo diminuisca il sintomo ansioso. Secondo scopo del terapeuta sarà di lavorare sull'autostima del paziente affinchè accetti le imperfezioni della propria persona senza che ciò sminuisca il valore del paziente stesso ma che diventi una risorsa
Il paziente dovrà convivere con la possibilità che ciò che accade nel mondo possa accadere anche a lui ma che non per questo sia una cattiva persona o sia costretto a fare cose che non desidera veramente
Nel caso del Doc da contaminazione il paziente dovrà accettare l'ipotesi di poter contrarre malattie ma non per questo è costretto a stare con un individuo altamente infettivo e comunque anche se fosse potrà curarsi se e come avverrà ma non cascherà il mondo
mercoledì 29 maggio 2013
martedì 9 aprile 2013
moda e costume lo steam punk è alla moda
Ecco il resoconto del festival Steam Punk tenutosi a Roma il 30 e 31 Marzo presso il Casale della Cervelletta un trionfo di glamour e trash messi insieme ma che lascia senza fiato
Here is the account of the Steam Punk festival held in Rome on 30 and 31 March at the Casale della Cervelletta a triumph of glamor and trash put together but that leaves you breathless
giovedì 21 febbraio 2013
In Mostra : Il Vuoto e L'azione; retrospettiva su Andrea pazienza
Mauro Sgarbi presenta retrospettiva su Zanna,creatura di
Andrea Pazienza
mostra a cura di togaci
special guest
Associazione culturale Artmerlino
arte e oreficeria di Rita Ciarapica e Marco Addamiano.
sculture dedicate ad Andrea Pazienza
Reading di Alessio Brugnoli e Patrick Gentile
22 Febbraio 2013 ore 19.30
Il Vuoto e l’Azione
di Alessio Brugnoli
Avevo quattro anni, almeno credo. Ero affacciato alla
finestra di quella che, parecchi decenni dopo, diverrà casa mia. C’era una cosa
che mi colpiva: Viale Manzoni, sempre trafficata, era vuota. All’improvviso
sentii dei canti. Mi girai incuriosito. Era una manifestazione. All’inizio
rimani stupito dalle bandiere e dagli striscioni dai colori accesi e vivaci.
Poi vidi le facce, piene di rabbia e dolore. Mi allontanai spaventato.
Un anno dopo, sempre nella stessa casa e nello stesso
salone, ero seduto su uno scassatissimo divano rosso cardinalizio. Qualcuno
accese una di quelle televisioni in bianco e nero, a valvole e con il telaio in
bachelite e l’alimentatore esterno. Servivano un paio di minuti per fare
apparire l’immagine. C’era un edizione del Telegiornale. Avevano rapito un
certo Aldo Moro. Sentii un paio di parolacce.
Sono alcuni dei ricordi più vividi della mia infanzia che
rendono l’immagine degli anni Settanta che mi ha perseguitato per anni e che
ogni tanto faceva capolino nei miei incubi: un periodo buio, pieno di paura e
di rabbia.
Finché, ai tempi dell’Università, conobbi Giulio: proveniva
da una famiglia in cui il lavoro di ingegnere era diventato congenito, con i
tutti i pregi, all’epoca ne vedevo pochini però, e i difetti del caso.
In quella famiglia vi era però una pecora nera. Uno zio
fricchettone, Diego soprannominato Valis, che secondo Giulio si era fumato
l’infumabile. Diego aveva una casetta dalle parti di Re di Roma, dove andavamo
a studiare Analisi e Fisica II. Feci subito amicizia con lui... E mi fece
scoprire l’altro lato degli anni Settanta: quello eretico, utopico e anarchico,
che tanto ha influenzato la mia crescita spirituale.
Una sera rimanemmo a cena da lui. Mentre Diego ci propinava
la sua stranissima cucina, che oggi chiameremmo fusion, mi cadde l’occhio su
una foto. Era lui da giovane, in tenuta ufficiale da figlio dei fiori, accanto
a un ragazzo dai capelli neri, vestito con maglietta chiara. Benché tentasse di
accennare un sorriso, il suo sguardo sembrava essere malinconico o annoiato.
“Chi è?” chiesi
Diego sospirò
“E’ il Paz”
Si accorse della mia espressione perplessa. Così aggiunse
“Andrea Pazienza, fumettista ?”
“Ah, lavora per la Marvel ?”
Rischiai di prendermi un “han yan” in piena fronte. In
compenso, così nacque la mia passione per Andrea, un testimone dei suoi anni e
un profeta di quello che saremmo potuti diventare. E forse proprio il peso di
questa consapevolezza, lo schifo che vedeva nascosto nel perbenismo bonaccione
dell’Italia, gli ha fatto dire addio alla vita
Ho amato e apprezzato tutti i suoi fumetti, compreso quel
grande bastardo dal naso aguzzo che è Massimo Zanardi. Ora, immagino che vi
aspettiate qualche sproloquio, sul fatto che il Zanna sia vittima della
società, della borghesia degli anni Settanta ossessionata dal consumismo e
priva di ideali o metafora del proletariato oppresso.
Nulla di tutto questo. Zanardi è malvagio e la sua
cattiveria trascende il tempo e lo spazio. Avrebbe compiuto danni nell’Antica
Roma, nella Firenze del Rinascimento o in qualsiasi altra situazione si fosse
trovato.
Zanna è un personaggio shakespeariano. E’ l’amante segreto
ideale di Lady Macbeth, oppure il compagno di giochi e di bevute di Iago.
Dotato di virtù, intelligenza e coraggio, è però perseguitato, come ben diceva
Pazienza, dal vuoto che ha dentro il cuore.
E’ un buco nero che assorbe ogni emozione e a cui è
impossibile sfuggire: una cappa di piombo sull’anima. Nascondersi nelle regole
e nelle ipocrisie con cui ogni giorno ci circondiamo per tirare avanti e non
scannarci a vicenda, inutile.
Fare il bene, non da nessuna soddisfazione. Anzi è doloroso,
perché mostra come il marcio non sia solo dentro di noi, ma in tutto ciò che ci
circonda. Rimane il Male, non per il piacere che dona nel compierlo, ma nel
tentativo di rendere gli altri simili a noi.
Dare voce a un’icona di questo, a suo modo titanica, è un
impresa da far tremar le vene ai polsi. Lo stesso Andrea Pazienza confessava di
esserne atterrito. Per raccoglierne il testimone, bisogna avere qualcosa di più
del coraggio: la sublime incoscienza del genio.
Dote che non manca a Mauro Sbarbi, pittore che come Ulisse è
pieno d’ardore nel
divenir del mondo esperto e de li vizi umani e del valore.
Mauro, nato a Petaling-Jaya in Malaysia, da una famiglia di
artisti italo francesi, si è formato tra Roma e Vancouver, esplorando i misteri
del fumetto e della pittura e dedicandosi a una pluralità di linguaggi
espressivi, dal disegno all’arte digitale.
Un mediocre si sarebbe limitato a scopiazzare le tavole di
Andrea Pazienza, al massimo riproducendole in grande. Mauro ha seguito un
sentiero più difficile e complicato: ha studiato a fondo l’opera del Paz, l’ha
inglobata nel suo animo, ricreandola in forma nuova e sublime, secondo
l’accezione data dal buon Schopenhauer: il piacere che si prova osservando la
potenza o la vastità di un oggetto che potrebbe distruggere chi lo osserva.
Nei quadri di Mauro, che attualizzando la tensione
sperimentale dell’arte del Paz, si evidenzia il segreto del potere che Zanardi
ha su di noi: il fatto che con tutte le sue ambiguità, sia uno di noi. La sua
desolazione è la nostra: a volte vorremmo essere come lui, pura irruzione del
caos nel Mondo, ma ce ne manca il coraggio.
Oppure, come ci suggerisce Mauro con la sua pittura, a
nostro modo, siamo più forti di lui, dato che guardiamo i nostri demoni senza
esserne dominati. Le sue opere ci invitano alla speranza che Zanardi possa
cambiare, ritrovando se stesso, magari come il personaggio del re Lear, godere
di un istante di consapevolezza, in cui dire:
“Eppure Edmund fu amato”
Speranza che è in tutti noi, quella di riscattarci dai
nostri limiti e dalle nostre debolezze: di smettere di vagabondare senza meta
su una vespa, di abbruttirci su un divano o di meditare vendette e scherzi
crudeli, per scoprirci un attimo cavalieri in splendida armatura o
semplicemente persone che provano a fare, nel loro piccolo, qualcosa di Giusto.
Ma nonostante questo, se Zanardi non si redime e vive in
noi, come un cancro che ci divora l’anima, come possiamo affrontarlo e vincerlo
?
Andrea Pazienza e Mauro Sgarbi, con le loro creazioni, ci
suggeriscono come l’unica via sia l’Arte. Proiettare sulla tela o sul foglio i
nostri abissi e sfidarli in un eterno duello, senza vincitori né vinti. Perché
distruggerli è distruggere noi stessi.
Info:
Hula Hoop Club
Via De Magistris 91/93 Roma
Tel: 349391935
lunedì 18 febbraio 2013
Moda e Costume: La borsa che farà impazzire la vostra bella stagione
Cosa indossare per la stagione primavera estate? Per un gusto fashion e allegro oltre che comodo le borse parigine della LongChamp sono il meglio. La tinta unita garantisce sobrietà; la borsa è ampia e comodissima utile per uscire a fare shopping ma anche per una passeggiata estiva in riva al mare o in campagna. La gamma cromatica è vasta e va dai pastello ai colori più accessi e non occupa assolutamente spazio in quanto si può ripiegare. Desigual con le sue tracolle dalle fantasie più disparate garantisce miriadi di possibilità di utilizzo, dall'inverno dai colori più ravvivati alle belle stagioni solari. I prezzi sono contenuti, occasioni da non perdere
sabato 16 febbraio 2013
In Mostra: YOUR VALUE IS MORE THAN YOUR DEBTS
| Omaggio ad Equitalia Non salveremo lo stato con le vostre multe ma con il nostro lavoro Philippe Daverio YOUR VALUE IS MORE THAN YOUR DEBTS Mostra personale di Paola Fiorido A cura di Grace Zanotto galleria Famiglia Margini Milano, Via Simone d'Orsenigo 6 Opening giovedì 7 Marzo 2013 ore 18.30 & Special event con Philippe Daverio ..e molti altri in "Prove di Lezioni d'indisciplina" domenica 10 Marzo 2013 Dalle ore 17.00 Ingresso libero - cocktail offerto da ASTORIA info+press famigliamargini@gmail.com www.famigliamargini.com Nella nostra società l'uomo è immerso nel meccanismo di creare debiti e lavorare per essi: il debito dell' istruzione, del costo della vita, dei mezzi pubblici, della sanità, dei beni superflui ecc. Per il disegno progettato dal consumismo tu vali quanto il tuo debito. Rispettare le regole imposte da un sistema sostanzialmente punitivo vorrebbe dire accettare il suicidio della propria identità. La verità si confonde leggibile tra le righe, perché ripianare i debiti altrui e i propri debiti dovrebbe essere una priorità per le nostre vite? L' azione comportamentale "Tu vali di più del tuo debito" diventa la risposta risolutiva con stravolgimento delle regole. Prendiamo in considerazione la sanzione pecuniaria conosciuta in Italia in modo popolare come "multa": ho collezionato un numero indefinito di multe dal momento stesso in cui ho raggiunto la maggior età; in quanto artista sono pronta a mettere la mia firma d'autrice sulle ammende stesse che assumono pertanto la trasmutazione di prodotto artistico. Il valore stabilito dagli enti statali riguardo le mie ammende viene pertanto annullato e tutt'al più aumentato dalle regole del mercato dell'arte; il mio debito vale nettamente di più del valore legale stabilito in quanto il mio debito stesso è un'operazione artistica. E' consigliabile allo Stato un pignoramento delle multe autografate con possibilità di venderle a un'asta pubblica. Invito coloro che non accettano il sadismo del sistema a presentarsi nella sede della galleria Famiglia Margini con relative multe, che verranno firmate a titolo benefico per salvare l'umanità da se stessa. Paola Fiorido Arte e non solo Lezioni di Indisciplina- pensiero e gesto nell'arte e nell'economiawww.lezionidiindisciplina. Si chiama lezioni di Indisciplina pensiero e gesto nell'arte e nell'economia ed e' un simposio di performance multiformi: scrittori, musicisti, economisti, poeti, esponenti del mondo accademico, storici dell' arte, compositori, filosofi che si avvicendano sul palcoscenico parlando di arte ed economia, dei punti di contatto tra le due discipline e di come la differenza tra di loro sia solo eventuale, perché entrambe riconducibili all'esistenza del gesto. Le lezioni sono nate dall'idea di concepire l' economia come gesto e l'arte come la parte eccellente dell' economia e della necessita' di conciliare l'indisciplina che diventa doverosa nei confronti di una realtà' spesso inaccettabile con una rigorosa disciplina interiore. (1) perché lo Stato deve far pagare l'errore dei cittadini colpendoli con una pena in denaro?; (2) perché lo Stato si riduce ad avere a disposizione, per ravvedere o punire il cittadino, i due soli strumenti della pena detentiva e o di quella pecuniaria?; (3) perché ridurre tutto al numero dei giorni di prigione o al numero di euro da pagare per rimediare all'errore, reale o supposto che sia? è chiaro che il tema del valore - complesso, profondo, quasi insondabile e comunque filosoficamente aperto al contributo e alla chiave interpretativa di ognuno nell'ambito di un dibattito teoricamente e praticamente inesauribile - viene così svilito e immiserito a un rapporto di dare - avere inscatolato in una contabilità poverissima (che tra l'altro crea problemi sia a chi deve incassare sia a chi deve sborsare). non c'è dubbio che diventi urgente trovare nuovi strumenti di "aggiustamento" di questi rapporti. In economia il pensiero è azione, e così anche nell'arte. Perché non cercare di rinvenire nell'arte del gesto una possibile soluzione? Pierangelo Dacrema Come vecchie papere utili per dissuadere chi presto si annuncerà'. No privacy, qui, nella società avanzata che ha bisogno solo di discrezionalità a difesa degli sfortunati e del debole di turno affidandosi a Tecnologiche sentinelle... e sopravvivere. Running Mannarelli La multa e' una mutanda. una mutanda sporca Porca l'orca La multa e' l'orca assassina Puzza al presente di un deficente che l'ha affibiata prima. Andrea G Pinkettz Fine is Fine Andrea Carlo Cappi -- YOUR VALUE IS MORE THAN YOUR DEBTS Mostra personale di Paola Fiorido A cura di Grace Zanotto galleria Famiglia Margini Milano, Via Simone d'Orsenigo 6 "Il debito è dogma. La trasposizione contemporanea del senso di colpa religioso. Appropriandosi delle multe, Fiorido ne trasmuta il valore attraverso un processo alchemico-artistico." Grace Zanotto Opening giovedì 7 Marzo 2013 ore 18.30 & Special event con Philippe Daverio ..e molti altri in "Prove di Lezioni d'indisciplina" domenica 10 Marzo 2013 ore 17.00 Ingresso libero - cocktail offerto da ASTORIA Media partner Cyber Zone e Twill Magazine YOUR VALUE IS MORE THAN YOUR DEBTS Tribute to Equitalia We’ll not save the State with your fines but with our work PHILIPPE DAVERIO In our society, man is sank into the mechanism of producing debts and to work for them: the debt of education, the cost of living, public transport, healthcare, unnecessary goods and so on. For the plan designed by consumerism your worth is the same as your debt. To follow the rules imposed by a system fundamentally punitive would means to accept the suicide of his own identity. The truth is mixed up readable between the lines, because to pay off other people’s debts and yours should be a priority for our lives? The behavioural action "Your value is more than your debts" becomes the ultimate answer by the twisting of the rules. Let us take account of the pecuniary sanction popularly known in Italy as "fine": from the moment I reached the age of majority, I have collected an indefinite number of fines; as an artist, I’m ready to put my signature of author on fines themselves, so they transmutate in an artistic product. The value determined by the government agencies about my fines is therefore nullified and increased at most by the rules of the art market; the value of my debt worths decidedly more than the value legally established, as my debt itself is an artistic operation. Is recommended to State the seizure of the autographed fines with the possibility of selling them at a public auction. I invite those who do not accept the sadism of the system to show up at the seat of the Famiglia Margini gallery with respective fines, which will be signed up as beneficial to save mankind from itself. Paola Fiorido Art and not only – Lessons of Indiscipline-thought and gesture in art and economy www.lezionidiindisciplina. It’s called lessons of Indiscipline-thought and gesture in art and economy and it consists in a symposium of multiform performances: writers, musicians, economists, poets, academics, art historians, composers, philosophers, who take it in turns on stage talking about art and economy, the points of contact between the two disciplines and how the difference between them is only potential, because both ascribable to the existence of the act. The lessons are born from the idea of conceiving economy as an act and art as the excellent part of economy, as well as from the need to facilitate the indiscipline that becomes dutiful in relation to a reality often unacceptable with a rigorous inner discipline . (1) why the State have to make pay the mistake of the citizens by hitting them with a pecuniary penalty?; (2) why the State is reduced to have available, to correct or to punish the citizen, the only two instruments of imprisonment and pecuniary penalty?; (3) why reducing whole works to the number of days in prison or the number of euro to be paid to repair the mistake, real or supposed that be? It’s clear that the issue of worth – problematic, deep, almost unfathomable and nevertheless philosophically open to the contribution and to the interpretative key of each in the setting of a debate theoretically and practically unlimited – is so debased and impoverished in a relationship debit/credit boxed in an abject accounting (which also creates problems both for those who must collect and those who have to pay). There’s no doubt that it becomes urgent to find new instruments of "settlement" of these relationships. In economy, the thought is action, and so in art. Why not try to find out in the art of act a possible solution? Pierangelo Dacrema Like old ducks useful to discourage those who will be announced soon. No privacy, here, in the advanced society that needs only discretion in defense of the unluckies and the usual pushover relying on technological sentries... and survive. Running Mannarelli The fine is a underwear, a dirty underwear damn killer whale the fine is the killer whale it smells at present of a deficient that has stick it before. Andrea G Pinketts Fine is Fine Andrea Carlo Cappi "The debt is dogma. The contemporary transposition of religious guilt. Appropriating fines, Fiorido transmutes their value through an alchemic-artistic process." Grace Zanotto YOUR VALUE IS MORE THAN YOUR DEBTS Show staff Paola Fiorido Edited by Grace Zanotto Famiglia Margini Gallery, Milan, Via Simone d’Orsenigo 6 Opening on thursday 3/7/2013, 18.30 & Special event with Philippe Daverio |
venerdì 15 febbraio 2013
Conoscere Cipro contemporanea attraverso un autore e la sua architettura
Conoscere Cipro contemporanea attraverso un
autore e la sua architettura
Presentazione del volume
Konstantinos Maratheftis Acts of architecture
di Emma
Tagliacollo edito da Officina
Edizioni
Martedì 19 Febbraio ore 18.30 presso la
presso la Libreria ARION Esposizioni del Palazzo delle Esposizioni, ingresso
indipendente via Milano 15/17 (angolo con via Nazionale) Roma, si terrà la
presentazione del volume di Emma Tagliacollo, Konstantinos Maratheftis Acts of architecture edito da Officina
Edizioni.
Emma
Tagliacollo, assegnista di ricerca Sapienza-CNR e
studiosa di architettura moderna, ha svolto ricerche sull'architettura di Cipro
di cui è una delle maggiori esperte. Sullo stesso tema ha pubblicato il testo: Cipro Italia A/R. Architettura (Aracne
2010), risultato di una ricerca e di una mostra promossa dall'Ambasciata di
Italia a Cipro.
Il suo ultimo lavoro, Konstantinos Maratheftis Acts of
architecture, presenta la figura dell'architetto che appartiene a quella
generazione di professionisti del settore che, dopo essersi formati in Italia,
una volta tornati a Cipro hanno sperimentato le declinazioni del moderno
all’interno della propria opera.
In questo volume, il primo dedicato a
un architetto cipriota, si presentano i suoi progetti attraverso i temi salienti
della forma, della scomposizione, del colore, della monumentalità, della luce e
dell’uso della trasparenza. L’autore, durante questi trent’anni di attività di
studio, si è misurato con i temi classici dell’architettura sino a raggiungere
la complessità di edifici dedicati a committenze pubbliche e private. Costante
del suo lavoro è la ricerca sul futuro.
L’evento offrirà l’occasione di
conoscere la Cipro contemporanea attraverso un autore e le sue opere.
Ne parlano con l'autrice:
Dimitri
Deliolanes, corrispondente TV pubblica greca ERT
Rossella
Aprea, editorialista e cofondatrice del progetto LIB21
Ufficio stampa Sarah Palermo - 349.0643698
sarah.palermo@hotmail.it
Info

giovedì 14 febbraio 2013
Home Cinema: per il vostro San Valentino "Una settimana da Dio" per ricordarvi di cos'è l'amore
Ho riflettuto cari lettori per una bella serata a casa di San Valentino cosa potevo proporvi? Ieri per la mia goduria ho rivisto il film "Una settimana da Dio" con Jim Carrey. Lui interpreta un Hancorman televisivo spiritoso buono, ma anche molto centrato su se stesso e sulla propria immagine. Dopo una giornata negativa, se la prende con Dio e da li riceve delle chiamate misteriose. L'Onnipotente è stanco del suo egocentrismo e ha deciso di sfidarlo, quindi gli offre una settimana dotandolo dei suoi poteri. Gaudio per Bruce che pensa di poter far tutto senza conseguenze, ma a breve scoprirà che tutto ha una relazione di causa ed effetto e che l'amore va coltivato non sulle proprie personali esigenze ma come un dono verso l'altro. Fa riflettere, divertente dall'inizio alla fine. Io lo voto a pieno
Iscriviti a:
Post (Atom)










